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Speciale 24 Maggio
La tradizione salesiana

«La Madonna è qui» dalla biografia di Don Bosco
Nell'agosto di quello stesso anno (1885), don Bosco andò a Nizza Monferrato per la vestizione e la professione delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Era così sfinito che poté dare solamente la Comunione ad alcune suore. Alla vestizione e alla professione assistette soltanto, seduto su un seggiolone. Ma volle dire alcune parole. Aveva la voce debole, e don Bonetti, al suo fianco «funzionava da altoparlante» ripetendo ad alta voce le frasi che non si capivano.
- Dunque, voi volete che vi dica qualcosa. Se potessi parlare, quante cose vi vorrei dire! Ma sono vecchio, vecchio cadente, come vedete. Voglio solo dirvi che la Madonna vi vuole molto, molto bene. E, sapete, essa si trova qui in mezzo a voi...
E don Bonetti ad alta voce:
- Don Bosco vuol dire che la Madonna è vostra madre, e che essa vi guarda e vi protegge.
- No, no - riprese don Bosco -. Voglio dire che la Madonna è proprio qui, in questa casa, e che è contenta di voi...
Don Bonetti ancora:
- Don Bosco vi dice che, se sarete buone, la Madonna sarà contenta di voi.
Allora don Bosco cercò di dominare le sue forze, allargò le braccia e disse:
- Ma no, ma no. Voglio dire che la Madonna è veramente qui, qui in mezzo a voi! La Madonna passeggia in questa casa, e la copre con il suo manto.

Ecco altri avvenimenti legati a Maria Ausiliatrice

Il quadro dell'Ausiliatrice
Nei primi mesi, il pensiero di don Bosco è assorbito dal grande quadro di Maria Ausiliatrice che dovrà campeggiare nel santuario. Ne affida l'esecuzione al pittore Lorenzone, e cerca di comunicargli tutto ciò che «vuole veder » in quel quadro:
In alto Maria SS. tra gli Angeli, intorno a lei gli apostoli, i profeti, le vergini, i confessori. Nella parte inferiore i popoli delle varie parti del mondo che tendono le mani verso di lei e chiedono aiuto. Lorenzone lo lascia finire, poi:
- E questo quadro dove metterlo?
- Nella nuova chiesa.
- E crede che ci starà? E dove trovare la sala per dipingerlo? Per trovare uno spazio adatto alle dimensioni che lei si immagina, ci vorrebbe piazza Castello!

Don Bosco dovette riconoscere che il pittore aveva ragione. Fu quindi deciso che attorno alla Madonna si sarebbero dipinti soltanto gli apostoli e gli evangelisti. Ai piedi del quadro sarebbe stato raffigurato l'oratorio. Lorenzone prese in affitto un altissimo salone di Palazzo Madama e iniziò il lavoro. Sarebbe durato circa tre anni. Riuscì a dare al volto di Maria Ausiliatrice un'espressione materna e dolcissima. Un prete dell'oratorio raccontava:
«Un giorno entrai nel suo studio per vedere il quadro. Lorenzone stava sulla scaletta, dando le ultime pennellate al volto di Maria. Non si volse al rumore che feci entrando, continuò il suo lavoro. Di li a poco scese e si mise a osservare. A un tratto si accorse della mia presenza, mi prese per un braccio e mi condusse in un punto di piena luce:
- Osservi com'è bella! - mi disse - non è opera mia, no. Non sono io che dipingo. C'è un'altra mano che guida la mia. Dica a don Bosco che il quadro sarà bellissimo.
Era entusiasmato oltre ogni dire. Quindi si rimise al lavoro».
Quando il quadro fu portato nel santuario - ricordava don Lemoyne - e sollevato al suo posto, Lorenzone cadde in ginocchio e si mise a piangere come un bambino.

La Madonna fa la questua per don Bosco
Se il «povero don Bosco» riuscì a superare tutte le difficoltà lo dovette all'aiuto dell'Ausiliatrice, che si mise lei «a fare le questue più fruttuose». La voce di «grazie» piccole e grandi che la Madonna concedeva a chi aiutava la costruzione della chiesa si diffuse rapidamente in Torino e in molte parti dell'Italia. La grazia più «clamorosa», forse, fu quella del banchiere e senatore Giuseppe Cotta, già benefattore di don Bosco, e conosciutissimo negli ambienti politici e finanziari di Torino. Mentre il senatore, ottantenne, giaceva ammalato senza che i medici gli dessero più alcuna speranza - narra don Lemoyne - don Bosco andò a trovarlo. L'ammalato riuscì a dirgli con un filo di voce:
- Ancora pochi minuti, poi bisogna partire per l'eternità. No senatore - ribatté allegro don Bosco - la Madonna ha ancora bisogno di lei in questo mondo. Lei deve vivere per aiutarmi a costruire la sua chiesa.
- Non c'è più speranza... - sospirò il vecchio. La fede di don Bosco si alleò a una audacia tranquilla, quasi umoristica:
- E che cosa farebbe, se Maria Ausiliatrice le ottenesse la grazia di guarire?
Il senatore sorrise, raccolse le forze e puntò due dita verso don Bosco:
- Duemila lire. Se guarisco pago duemila lire per sei mesi alla chiesa di Valdocco.
- Ebbene, io vado a far pregare i miei ragazzi, e l'aspetto guarito.
Tre giorni dopo il senatore arrivò davvero, guarito.
- Sono qui - disse a don Bosco - la Madonna mi ha guarito e io sono venuto a pagare il mio primo debito. Riferiamo solo due altre «grazie», anche se don Bosco, l'11 febbraio 1868, scriveva al cavalier Oreglia:
«Ogni giorno cose una più strepitosa dell'altra di Maria Ausiliatrice per la chiesa. Ci vorrebbero volumi». E al processo per la beatificazione di don Bosco, mons. Bertagna attestò sotto giuramento:
«Durante un corso di Esercizi Spirituali a S. Ignazio, don Bosco mi chiese consiglio se avesse a continuare a benedire gli ammalati con le immagini di Maria Ausiliatrice e del Salvatore, poiché, diceva, si levava molto rumore per le molte guarigioni che succedevano e che avevano l'aria di prodigioso. Bene o male, io ho creduto di consigliare don Bosco a proseguire le sue benedizioni».

Una ragazza di Mornese: Maria Mazzarello
Nella passeggiata autunnale di quello stesso 1864 don Bosco giunge con i suoi ragazzi a Mornese. È già notte. La gente gli viene incontro preceduta dal parroco don Valle e dal sacerdote don Pe­starino. La banda suona, molti s'inginocchiano al passaggio di don Bosco chiedendo che li benedica. I giovani e la gente entrano in chiesa, si dà la benedizione con il Santissimo, quindi tutti a cena. Dopo, incoraggiati dagli applausi, i ragazzi di don Bosco danno un breve concerto di marce e musica allegra. In prima fila c'è una ragazza di 27 anni, Maria Mazzarello. Al termine, don Bosco dice poche parole: « Siamo tutti stanchi, e i miei ragazzi hanno voglia di fare una bella dormita. Domani però ci parleremo più a lungo ». Il giorno dopo, in mattinata, don Pestarino presenta a don Bosco le « Figlie dell'Immacolata ». Tra loro c'è Maria Mazzarello. Don Bosco rimane impressionato dalla bontà e dalla laboriosità di quelle ragazze. Parla loro brevemente, incoraggiandole a essere costanti nella vita che hanno scelto e nella pratica della virtù. Maria Mazzarello diventerà la prima Superiora della Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Un suo successore, Filippo Rinaldi, un vescovo, Luigi Lasagna, la confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice: un raccolto più che discreto in quelle passeggiate ottobrine. Parlando delle passeggiate nel Monferrato, abbiamo dovuto fare qualche passo avanti nella storia. Ci scusiamo e riprendiamo il filo degli avvenimenti.