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Animazione missionaria
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Percorsi
interculturali
Descrizione delle attività proposte: 2 incontri di 2 ore ciascuno per classe, così articolati: Primo incontro, rivolto sia alle classi prime che alle classi seconde. Obiettivo: aiutare i bambini a prendere coscienza che lamicizia si costruisce sui pilastri della lealtà e della collaborazion. Ai bambini viene proposto di giocare con Gli esquimesi e con loro impariamo a diventare leali, a collaborare e a costruire l'amicizia. Questo è un gioco di collaborazione. Il tutto si svolge là dove abitano gli esquimesi: essi vivono negli igloo e si cibano di pesce. Così ogni mattina a piedi o sulle slitte essi si recano presso i grossi buchi scavati nel ghiaccio, per pescare. Devono però fare molta attenzione perché i grandi orsi bianchi sorvegliano quegli stessi buchi. Gli esquimesi conoscono le loro abitudini e cercano di batterli in velocità. Alla fine della giornata, cioè quando il disco del sole sarà calato all'orizzonte chi avrà pescato di più? Gli orsi o gli esquimesi? Nei paesi del nord vivono anche i trichechi. Come sono ridicoli con quei loro baffi e quelle lunghe zanne! Gli esquimesi adorano fermarsi a guardarli mentre scivolano sul ghiaccio sollevando nuvole di nevischio. Ma il tempo passa in fretta e il sole tramonta: se gli esquimesi non saranno riusciti a pescare dovranno rientrare tristemente a casa e andare a dormire a pancia vuota. (dal gioco: ESKIMO, Mastro Geppetto) Secondo incontro rivolto alle classi prime Obiettivi: - favorire lo sviluppo di una positiva immagine degli altri, passando dalla conoscenza dell'altro ad atteggiamenti permanenti di accoglienza, di rispetto, di scambio - aiutare nella comprensione che ogni persona è portatrice di diversità (fisica esteriore, di idee, di mentalità, di comportamento ), non vista unicamente come problema ma anche come possibile risorsa. - Riprendiamo insieme ai bambini la storia del popolo degli Esquimesi e la arricchiamo di alcuni particolari. Attraverso una Caccia al tesoro con il ritrovamento delle buste nascoste, ai bambini viene richiesto di colorare, ritagliare e incollare i personaggi/gli oggetti che scoprono sopra un murales, che terminato, rimarrà alla classe. Secondo incontro rivolto alle classi seconde Obiettivo: favorire laccoglienza dell'altro, primo passo per lamicizia - ai bambini viene raccontata la storia: La lanterna. Perché una storia? Perché crea l'abitudine all'ascolto, permette di parlare di problemi e sentimenti che risulterebbero troppo difficili in altre circostanze. È uno dei modi migliori di insegnare scelte etiche ad un bambino, è il modo più antico di trasmettere il sapere della vita ai più piccoli. - dopo la lettura, insieme ai bambini si approfondisce il significato della storia tramite alcune domande. Sintesi della storia La lanterna. Una lanterna ricorda ad Anna l'amore dei genitori: è il segno e la certezza di essere amata, nonostante la lontananza fisica. Ma la cattiveria e le avversità la spengono. Per riaccenderla, Anna prova a rincorrere luci che si rivelano in realtà inadeguate e inservibili. Soltanto un'altra lanterna accesa può riaccendere la sua. Soltanto la vera solidarietà e l'amore di un'altra persona. (da Ferrero B., PARABOLE, Elle Di Ci, Torino-Leumann 2000, p.287-291) - dalla storia allattività: insieme ai bambini si costruisce una lanterna (con materiale semplice di cartellonistica. Alcune parti vengono predisposte prima dagli animatori) (Fonti: libri: Condividere il mondo, C. Maestrello, EMI; Parabole, di B. Ferrero, LDC; gioco: ESKIMO, Mastro Geppetto) |
| Credits | PG - infopg@valdocco.it |
© 2004
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