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Vocazioni

Nella pedagogia salesiana della fede la scelta vocazionale è l’esito maturo e indispensabile di ogni crescita umana e cristiana. "Educhiamo i giovani a sviluppare la loro vocazione umana e battesimale con una vita quotidiana progressivamente ispirata e unificata dal Vangelo".
La fede non può essere ridotta a un puro assenso intellettuale. Il credente confessa la verità impegnan-do la propria vita per la causa di Dio, Salvatore dell’uomo.
Obiettivo della pastorale giovanile salesiana è aiutare i giovani a scoprire il proprio posto nella costruzione del Regno e ad as-sumerlo con gioia e decisione.
Per giungere a questo traguardo, si possono immaginare alcuni passi a mo’ di tappe di un cammino.
Occorre in primo luogo far emergere il positivo di ogni giovane, attraverso il paziente lavoro di attenzione a se stessi, di confronto con gli altri, di ascolto e di riflessione.
Da questa scoperta gioiosa delle proprie risorse, pur con limiti e ostacoli, nasce il desiderio di far fruttificare i doni ricevuti.
Ma avere doni e possibilità non basta. Occorre con questi doni essere veramente felici. Si inseriscono qui le prime e diverse esperienze di condivisione. Il giova-ne si allena alla generosità e alla disponibilità. Sono questi i due atteggiamenti che generano la gioia: per avere più vita bisogna donarla.
Si collocano intanto le basi di un’esperienza cri-stiana solida, fondata sull’incontro con Cristo capace di far risuonare un "invito e una chiamata" e sulla percezio-ne della Chiesa come "missione" nel mondo, compiu-ta attraverso modi e mezzi molteplici.
Per qualunque discorso sulla vocazione tutto ciò è indispensabile.
A questo punto siamo al momento dell’annuncio vocazionale. C’è una catechesi che avvia i giovani, attraverso la parola e il contatto con modelli, alla riflessione vocazionale. Fa loro vedere qual è la vocazione di tutti e quali sono le diverse forme di servizio del Regno.
A questo annuncio il giovane risponde con l’atten-zione e l’ascolto: "Signore, che cosa vuoi che io fac-cia?". Egli si interroga attraverso quali vie realizzerà la chiamata ad offrire la propria vita. Si avvia così un dialogo interiore in cui ciascuno deve personalmente ascoltare e rispondere.
La proposta esplicita di chi accompagna il giovane lo aiuterà a intravvedere possibilità nuove per la propria esistenza. Infatti per alcuni l’appello viene dalla pre-senza di modelli ricchi di senso e di qualità evangeliche. Altri invece assicurano che non avrebbero mai in-terpretato la chiamata se non fosse stato loro rivolto l’invito esplicito a impegnarsi in un tipo di vita come cristiani laici, religiosi, presbiteri.
La proposta viene a volte da una comunità che, mentre coinvolge e testimonia, è capace di animare e "raccontare" la propria storia. La presentazione del Fondatore e l’aggancio affettuoso alle origini si rivelano determinanti per il nascere di alcune decisioni. Tale è pure la conoscenza degli impegni attuali della comunità, in particolare di quelli più difficili e significativi.
L’annuncio vocazionale accolto spinge, allora, al discerni-mento. Il giovane valuta se stesso e i doni ricevuti in rapporto agli inviti fattigli e ai servizi e ai ministeri che ormai fondamentalmente conosce. Egli non fa ciò soltanto mediante un’analisi razionale. Si apre alla gene-rosità e vive la "chiamata" come una iniziativa del Si-gnore, cercando di dare il suo "sì" dal profondo della propria coscienza. Sa che la vocazione coinvolgerà tutta la sua persona: le sue preferenze, i suoi rapporti, le sue energie, i suoi dinamismi.
Si tratta di tutto l’universo personale in movimen-to, che va organizzandosi attorno ad una scelta. Que-sta non dipende soltanto da interessi e attitudini natu-rali, ma dalla disponibilità a riconoscere la presenza di Dio nella propria vita e dalla libertà capace di assume-re l’invito della "grazia".
(Cf. CGXXIII, nn. 149-157)
Compito dell’animazione vocazionale all’interno della pastorale giovanile è proprio la strutturazione e animazione di cammini specifici che permettano ai ragazzi e ai giovani di maturare un cammino di crescita nella fede e di discernimento e disponibilità alla chiamata del Signore in una vocazione specifica.


I principali cammini proposti a livello ispettoriale, che si affiancano e sostengono, dunque, i cammini locali sono:


1. I gruppi ricerca: proposti a giovani dai 18 anni in su, dedicati al discernimento della propria vocazione, religiosa o matrimoniale, e alla maturazione di una vita spirituale solida e costante

2. Giovani per i giovani: per coloro che, pur sentendosi indirizzati alla vita salesiana, vogliono approfondire e verificare la propria decisione in preparazione al prenoviziato.

3. Esercizi spirituali: la chiamata del Signore si fa sentire a tutte le età dove c’è un cuore pronto ad ascoltare. Per questo l’esperienza degli esercizi è proposta a quattro fasce di destinatari: ragazzi delle medie, ragazzi del biennio e del triennio delle scuole superiori, ragazzi che frequentano i Centri di formazione professionale; così da proporre ad ognuno un cammino proporzionato e stimolante per la propria maturazione spirituale.


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